
Guadalupa On The Road con Bambini: Itinerario di 8 Giorni Fai-Da-Te (Senza Ansia) 🌴🥥
Prenotare un viaggio intercontinentale a pochissimi giorni dalla partenza? Fatto. Noi siamo così: preferiamo saltare l’ansia dell’attesa e ritrovarci direttamente con le valigie in mano. La nostra meta per l’ultimo Capodanno è stataGuadalupa, un paradiso caraibico che si è rivelato perfetto per il nostro stile di viaggio: 100% indipendente, attivo, on the road e, soprattutto, lontanissimo dai classici villaggi all-inclusive.
Se stai cercando un itinerario reale, provato sul campo con due bimbe piccole (le nostre Quokkine, Bebe e Ginni), sei nel posto giusto. Ecco com’è andata, giorno per giorno, con tutti i nostri consigli pratici per organizzare il viaggio perfetto.
La Mappa del Nostro Itinerario
Mappa organizzata per categoria (spiagge, attrazioni, cose da vedere, cose da fare): usa il menu della mappa per filtrare i livelli.
La Logistica: Volo, Auto e il trucco del Valet a Nizza
La nostra avventura è iniziata la sera del 31 dicembre da Genova. Abbiamo guidato fino a Nizza e dormito in un B&B Hotels mentre fuori festeggiavano il Capodanno con i fuochi d’artificio. La mattina presto, volo Nizza-Parigi Orly e poi il diretto Orly-Guadalupa.
Il parcheggio a Nizza:In aeroporto abbiamo provato per la prima volta un servizio di Valet Car Parking. Se volete sapere quanto costa e come funziona, trovate qui la nostrarecensione del Valet Parking a Nizza. Funziona così: comunichi i dati dei voli, chiami mezz’ora prima di arrivare e un autista ritira l’auto direttamente al terminal delle partenze per metterla in un garage coperto. Al ritorno, ti riportano la macchina agli arrivi. Comodità disarmante (e, come leggerai alla fine, ci ha letteralmente salvato la vita).
Noleggio auto locale (e risparmio top):Invece dei soliti colossi internazionali, abbiamo noleggiato conJDS Rent a Car, un operatore locale. Eravamo indecisi se prendere un SUV per paura che i nostri bagagli non ci stessero in una citycar. Il gestore, super onesto, ci ha chiesto le foto delle valigie e ci ha confermato che la citycar sarebbe bastata. Risultato: borsa risparmiata e auto perfetta per girare l’isola.

Dove dormire: La nostra base a Le Gosier
Abbiamo alloggiato a Le Gosier pressoJardin Tropical(struttura con cui abbiamo collaborato e che vi straconsigliamo). La posizione è pazzesca: a soli 100 metri dalla spiaggia di Anse de Vinaigri. La casa ha due camere da letto e una cucina a vista su un open space che si affaccia su un giardino tropicale privato spettacolare. Essendo arrivati tardi la prima sera, ci siamo fiondati a letto pronti per esplorare.

L’Itinerario Giorno per Giorno
Giorno 1: Plage de La Caravelle, iguane e Pointe des Châteaux
Siamo partiti con calma direzionePlage de La Caravelle. Per evitare la folla e la zona davanti al resort Club Med, ci siamo fermati subito nella parte iniziale della spiaggia: sembrava di averla tutta per noi! Qui abbiamo fatto il nostro primo incontro ravvicinato con le iguane giganti, che passeggiano tranquille in spiaggia senza curarsi minimamente degli umani.
AA pranzo abbiamo testato il nostro primo Bokit (il tipico panino fritto locale). Ce ne siamo letteralmente innamorati! Abbiamo scritto un articolo intero sucos’è il Bokit e dove trovare i migliori di Guadalupa. Subito dopo, viaggio in macchina verso la punta estrema diPointe des Châteauxper far fare il pisolino pomeridiano alle bimbe. Abbiamo fatto la passeggiata panoramica e, sulla via del ritorno, ci siamo fermati a comprare frutta fresca in un piccolissimo baracchino locale fuori dai circuiti turistici.
Giorno 2: L’isola che non c’è (Ilet du Gosier) e musica locale al tramonto
Davanti a Plage de la Datcha c’è un piccolo isolotto incontaminato:Ilet du Gosier. Ci si arriva con un comodo traghetto che fa la spola continua da Anse Tabarin ogni 20 minuti circa. Se volete organizzare la gita nei minimi dettagli, leggete la nostraguida pratica su come andare all’Ilet du Gosier. Le bimbe erano su di giri per la traversata.
Sull’isola abbiamo trovato una spiaggetta minuscola nascosta tra le mangrovie, che Bebe ha subito battezzato “la nostra spiaggia privata”.
Quokka Consiglio:Sull’Ilet du Gosier c’è solo un bar/ristorante. Se volete mangiare lì, prenotate via telefono o appena sbarcate, altrimenti rischiate di rimanere a bocca asciutta. Noi non lo sapevamo e siamo dovuti rientrare a Le Gosier per il pranzo!
Nel tardo pomeriggio di sabato, al Parc du Calvaire (dietro Plage de la Datcha), abbiamo assistito a uno spettacolo magico: decine di locals si sono radunati per suonare musica tradizionale con tamburi di ogni dimensione e conchiglie usate come trombe. Un tramonto indimenticabile a ritmo di musica caraibica.

Giorno 3: Road trip a Basse-Terre, spiagge giganti e Giardino Botanico
Siamo saliti in auto direzione Basse-Terre percorrendo la strada panoramica. Prima tappa aPlage de la Perle: spiaggia carina con vari localini, ma il mare era decisamente troppo mosso per le bimbe. Abbiamo preferito spostarci poco più a sud aPlage de la Grande Anse de Deshaies.
Di solito non amiamo le spiagge enormi, ma questa, vista dall’alto della strada costiera, ci ha conquistato. Più protetta dal vento, sabbia finissima, tantissima ombra naturale grazie alle palme e pranzo con immancabile Bokit. Nel pomeriggio siamo andati al celebreGiardino Botanico di Deshaies. All’ingresso abbiamo comprato tre vasetti di cibo diversi per gli animali: Bebe e Ginni erano entusiaste all’idea di dare da mangiare direttamente a pappagalli e pesci.

Giorno 4: Caccia alle tartarughe, cascate e gelato artigianale
La mattina è iniziata presto: Bebe e Giugi sono andate a piedi a comprare la colazione come vere locali. Subito dopo siamo tornati a Basse-Terre, aPlage de la Malendure, famosissima per l’avvistamento delle tartarughe marine. Purtroppo oggi la fortuna non era con noi e, complice un acquazzone improvviso, abbiamo dovuto ripararci in un ristorante vicino.
Sulla via del ritorno a Le Gosier, ci siamo fermati allaCascade aux Écrevisses: è una cascata comodissima da visitare con i bambini perché il parcheggio è sulla strada e il sentiero è pianeggiante e piastrellato. Tornati a casa, abbiamo chiuso la giornata con un aperitivo sulla spiaggia di Plage de la Datcha: patatine, coca-cola e un gelato al cocco artigianale pazzesco, preparato direttamente in spiaggia con le tradizionali gelatiere a manovella che si trovano ovunque sull’isola.

Giorno 5: Il paradiso di Plage du Souffleur e il mercato di Sainte-Anne
Oggi rotta verso nord aPlage du Souffleur. Una spiaggia spettacolare, dall’aspetto tipicamente caraibico, con una fitta zona d’ombra naturale alle spalle dove stazionano diversi food truck. Abbiamo passato una giornata di totale relax, mangiando dell’ottimo street food all’ombra delle piante.
Sulla via del ritorno ci siamo fermati al mercato artigianale di Sainte-Anne. Onestamente? Molto turistico e con pochi prodotti davvero artigianali, ma se cercate dei souvenir classici è comunque una tappa carina.

Giorni 6 e 7: Plage de Bois Jolan, la nostra preferita
Abbiamo dedicato ben due giorni aPlage de Bois Jolan, che per noi si è aggiudicata il podio. È una spiaggia lunghissima ma non sembra uno spiaggione piatto: è costellata di alberi, palme e calette riparate che creano piccoli angoli di privacy perfetti per le famiglie. L’acqua è calmissima e bassa per metri, ideale per far giocare le bimbe in totale sicurezza. Bois Jolan fa parte della nostra selezione dellemigliori spiagge di Guadalupa per bambini.

A pranzo abbiamo scovato una signora del posto che preparava i Bokit direttamente sulla spiaggia: era agitatissima e decisamente poco organizzata, ma i suoi panini caldi erano una fine del mondo folkloristica!
Giorno 8: L’ultimo bagno
Ultimo giorno e ultimo bagno nostalgia a Plage de la Caravelle, con un saluto finale a un’iguana gigante sdraiata a prendersi il sole prima di andare a recuperare le valigie per il volo di rientro.

La disavventura del rientro (ovvero: non dimenticare i cappotti in auto)
Il viaggio è stato perfetto, ma il rientro ci ha riservato una classica “sorpresa da viaggio indipendente”. A causa di un ritardo mastodontico di ben 12 ore sul volo Parigi-Nizza, siamo rimasti bloccati all’aeroporto di Orly.

La beffa? A Parigi c’erano 3 gradi, ma noi non potevamo mettere il naso fuori dall’aeroporto perché avevamo lasciato tutti i giubbotti invernali nell’auto a Nizza (dopotutto, ai Caraibi a che servono i cappotti?). Per fortuna, una volta atterrati a Nizza nel cuore della notte, il nostro mitico servizio di Valet ci ha riconsegnato l’auto riscaldata in un attimo direttamente agli arrivi, evitandoci di congelare con le bimbe in braccio.
Nonostante l’imprevisto finale, Guadalupa ci è rimasta nel cuore. È una meta caraibica selvaggia, sicura, facilissima da girare in autonomia e incredibilmente family-friendly.
Hai domande su come organizzare il viaggio o sulla gestione dei voli? Lasciaci un commento qui sotto!



